MARKETING DIRETTO E NUOVO REGOLAMENTO EUROPEO: NIENTE PIÙ CONSENSO DELL’INTERESSATO? / by Giampietro Malusa

Fra le novità introdotte dal nuovo Regolamento “concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati” (GDPR – General Data Protection Regulation) vi è quella di considerare “legittimo interesse” il trattare dati personali per finalità di marketing diretto.

Come noto, anche nel vigente Codice della privacy, la liceità del trattamento dei dati personali sussiste, oltre che in virtù del consenso espresso dell’interessato, in una serie di altre ipotesi, ora elencate dall’art. 6 del Regolamento. Fra queste, alla lettera f), è previsto il caso in cui “il trattamento è necessario per il perseguimento del legittimo interesse del titolare del trattamento o di terzi, a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell'interessato …”.

Il Regolamento non contiene un elenco tassativo dei casi di “legittimo interesse”. Tuttavia, un’importante indicazione giunge dal considerando n. 47, secondo il quale “i legittimi interessi di un titolare del trattamento, compresi quelli di un titolare del trattamento a cui i dati personali possono essere comunicati, o di terzi possono costituire una base giuridica del trattamento, a condizione che non prevalgano gli interessi o i diritti e le libertà fondamentali dell'interessato, tenuto conto delle ragionevoli aspettative nutrite dall'interessato in base alla sua relazione con il titolare del trattamento”.

Il considerando n. 47 esemplifica poi in quali circostanze potrebbero sussistere tali legittimi interessi, ossia “quando esista una relazione pertinente e appropriata tra l'interessato e il titolare del trattamento, ad esempio quando l'interessato è un cliente o è alle dipendenze del titolare del trattamento”.

Orbene, il sopra citato considerando, nella sua parte finale, afferma espressamente che il trattamento di dati personali per finalità di marketing diretto “può essere considerato legittimo interesse.

Occorrerà in ogni caso fare attenzione: non si tratta di un’autorizzazione generalizzata al trattamento dei dati. Viene infatti precisato che è necessaria un’attenta valutazione volta anche a prendere in considerazione l'eventualità che l'interessato, al momento e nell'ambito della raccolta dei dati personali, possa ragionevolmente attendersi che abbia luogo un ulteriore trattamento.

Al contrario, qualora i dati personali siano trattati in circostanze in cui gli interessati non possano ragionevolmente attendersi un ulteriore trattamento dei dati personali, gli interessi e i diritti fondamentali dell'interessato potrebbero prevalere sugli interessi del titolare del trattamento. Resta comunque salva, ovviamente, la possibilità per l’interessato di opporsi al trattamento dei dati.