IL GARANTE: NO ALLA PROFILAZIONE SENZA CONSENSO / by Giampietro Malusa

L'attività di invio di comunicazioni promozionali per conto proprio e/o per conto terzi, l'attività di profilazione dei dati personali raccolti, l'eventuale comunicazione dei dati raccolti a soggetti terzi per le loro finalità promozionali, necessitano ciascuna di un previo distinto consenso, in quanto ciascuna di esse costituisce una diversa attività di trattamento dei dati.

Lo ha ribadito l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, in un provvedimento del 18 novembre 2015, vietando ad una società l'uso dei dati di oltre 300mila persone per l'invio di newsletter personalizzate, raccolti senza che vi fosse uno specifico ed esplicito consenso degli interessati all’attività di profilazione, a quella di marketing diretto, nonché alla comunicazione di tali dati a soggetti terzi.

Il Nucleo Speciale Privacy della Guardia di Finanza ha contestato le relative sanzioni alla società oggetto di accertamento, e il Garante ha disposto il divieto di uso dei dati dei clienti acquisiti illecitamente e haprescritto alla società  di adottare, entro sessanta giorni, le misure necessarie per mettersi in regola con le disposizioni del Codice privacy. La società dovrà, in particolare, integrare l'informativa indicando le aziende o le categorie economiche o merceologiche alle quali intende comunicare i dati per le loro finalità promozionali. Dovrà, poi, informare i soggetti, ai quali i dati sono stati già comunicati o ceduti, che non possono utilizzarli senza aver prima acquisito il consenso degli interessati. La società dovrà, infine, prevedere tempi di conservazione dei dati e, alla scadenza, provvedere all'immediata cancellazione o allaanonimizzazione permanente. Ovviamente, oltre a tali misure, la medesima società dovrà per il futuro chiedere gli specifici consensi previsti dalla normativa per le varie attività del trattamento che lo richiedono (direct marketing, profilazione, comunicazione a terzi).