Controllo a distanza dei dipendenti: i cambiamenti introdotti dal Jobs Act / by Roberta Bianchi

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il provvedimento contenente le nuove norme in materia di controllo a distanza del personale dipendente (art. 23, D. Lgs. N. 151/2015). La riforma riscrive di fatto l’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori, introducendo una distinzione tra:  

a) impianti audiovisivi, di videosorveglianza e simili, da cui derivi la possibilità di un controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, utilizzabili solo peresigenze organizzative e produttive, sicurezza sul lavoro e tutela del patrimonio aziendale, per l’installazione dei quali è necessario l’accordo sindacale o l’autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro o del Ministero del Lavoro e

b) strumenti usati per rendere la prestazione di lavoro e strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

In quest’ultimo caso, secondo quanto previsto dalla nuova normativa, non è necessario alcun accordo né autorizzazione, rendendo possibile l’utilizzo ai fini del controllo dei dipendenti dei dati raccolti attraverso questa tipologia di strumenti; tra questi dispositivi rientrano anche smartphone, tablet e computer, portatili e desktop, che, per loro natura e tipologia di utilizzo, aumentano potenzialmente la sfera di controllo e invasività da parte del datore di lavoro sui propri dipendenti, con evidenti rischi per la privacy del lavoratore.

Per il datore di lavoro sarà sufficiente darne adeguata informazione e rispettare le norme vigenti sulla privacy. Secondo il Ministro Poletti, le modifiche sono state inserite solo per adeguare il vecchio dato normativo alle nuove esigenze tecnologiche, dal momento che lo Statuto dei Lavoratori contemplava esclusivamente l’ipotesi della videosorveglianza, richiedendo per l’installazione il previo accordo con il sindacato.

La conseguenza delle nuove previsioni è che il datore di lavoro potrà ora servirsi, anche a fini disciplinari, di strumenti che servono al dipendente per lavorare (come smartphone e tablet) e che registrano accessi e presenze (come i badge), fermo restando l’obbligodi autorizzazione per il monitoraggio dei lavoratori con impianti audiovisivi.

Sui dispositivi consegnati dal datore di lavoro per lo svolgimento della prestazione lavorativa non potranno ovviamente essere installate strumentazioni o applicazioni esclusivamente volte a un controllo sistematico del dipendente.

È evidente che, oggi più di ieri, diventa fondamentale per le aziende la stesura e il rispetto di rigorosi e puntuali disciplinari interni in materia di utilizzo di strumenti elettronici.

Fonte: Gazzetta Ufficiale

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